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MASK’D – The Divine Children: Recensione

Sono trascorsi diversi mesi dall’ultima volta che vi abbiamo parlato di un Fumetto. In quest’ultimo periodo Star Comics ha commercializzato alcune opere davvero interessanti, ed oggi vogliamo condividere con voi la Recensione di MASK’D The Divine Children.

E’ inevitabile rivolgere la propria attenzione e interesse sui Manga giapponesi, in quanto dal sol levante arrivano opere di massimo rispetto, interessanti e coinvolgenti, il cui successo da vita poi a delle serie animate. Ciò porta purtroppo molte volte a snobbare i fumetti italiani, pensando o credendo che non vi siano opere degne di nota, ma non è così’.

Dopo aver trascorso delle ore in compagnia di MASK’D vogliamo condividere con voi le nostre impressioni.

MASK’D – The Divine Children Recensione

Senza indugiare vogliamo riportarvi prima di tutto a seguire la trama ufficiale del Fumetto:

Nell’antichità, gli Dei comunicavano con gli uomini attraverso delle maschere che racchiudevano parte del loro potere divino. Quando voltarono le spalle alla violenza dell’umanità e si rinchiusero in un’altra dimensione, nota come il Teatro del Sogno, le maschere rimasero sulla Terra.

Per secoli questi potentissimi artefatti sono stati custoditi in segreto da cinque famiglie che ne hanno sfruttato il potere. Quando la maschera del Dio Scimmia Sun Wukong viene rubata al clan russo dei Volkov, il turbolento figlio minore della casata, Nikolaj, insegue il ladro finendo per scontrarsi con l’uomo in un minuscolo minimarket cinese. Davanti agli occhi attoniti di Tian Chen, il figlio tredicenne del proprietario del negozio, si consuma una lotta assurda tra due sconosciuti mascherati.

In breve il minimarket è devastato, ma per Tian è solamente l’inizio dell’incubo: infatti, durante la colluttazione, la maschera – dopo secoli in cui aveva rifiutato ogni proprietario – si lega indissolubilmente proprio al ragazzino cinese. Tian è timido, imbranato e assolutamente impreparato a quello che lo aspetta, ma presto si ritroverà invischiato in una vicenda decisamente più grande di lui…

Già dall’introduzione abbiamo pensato che l’opera meritasse una serie animata, idea confermata dopo aver finito la lettura della storia, la quale vi anticipiamo che non si conclude, seppur il volume non sia numerato.

La trama ruota attorno a 3 personaggi, tra cui c’è il vero e proprio protagonista, un ragazzo cinese di nome Tian Chen, il quale ottiene involontariamente dei poteri sovrannaturali, dopo essersi legato alla maschera di Sun Wukong, la divinità scimmia. Tian Chen è un adolescente insicuro,spaventato e che vorrebbe vivere la vita come un normale essere umano, ritrovandosi invece a convivere con un potere più grande di lui, che dovrà imparare a domare e controllare per un bene superiore.

Dopo aver presentato al lettore il protagonista, subentrano nella storia 2 ulteriori personaggi, un giovane e facoltoso ragazzo in grado di assumere le sembianze di una volpe, essendo legato alla suddetta divinità, ed una giovane e prosperosa fanciulla, in grado di controllare i non morti, la quale si serve di un grosso spirito per combattere i malvagi. I due cresciuti insieme ed esperti nel controllo delle maschere, decideranno sia di proteggere il giovane Chen che di fargli da mentore.

L’opera mette da parte l’idea di far scendere sul campo i malvagi in un secondo momento, presentandoli al pubblico fin da subito. Una malvagia organizzazione i cui membri presentano un numero sul volto, sono intenzionati a impossessarsi delle maschere ad ogni costo, per tanto daranno la caccia al trio per l’intera durata dell’opera. Anche se MASK’D è un fumetto ricco di azione, lascia spazio anche alla comicità, con battute esilaranti e mai scontate tra i protagonisti, con chiari riferimenti a videogiochi, film ed altro ancora. Da un lato abbiamo il tentativo di vivere una vita comune, dall’altra il ricordo che l’organizzazione è sempre in agguato, in un periodo in cui la tecnologia la fa da padrone e di cui si serve per incutere timore ai protagonisti.

The Divine Children ha destato il nostro interesse pagina dopo pagina, vignetta dopo vignetta, grazie ad una storia originale e coinvolgente, mai banale e scontata, con disegni di tutto rispetto sia per personaggi che fondali, e battute a volte esilaranti che sono state in grado di strapparci un sorriso o risata. Opera decisamente consigliata ma che purtroppo presenta una scena che non abbiamo gradito, a dimostrazione di come gli autori abbiano deciso di seguire la corrente del momento, piuttosto che nuotare controcorrente, del tutto fuori contesto e che sminuisce in parte l’opera, lasciando il segno nel lettore più sensibile e che porterà con se quanto visto fino alla conclusione.

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