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One Piece World Seeker: Recensione e Gameplay Trailer

One Piece World Seeker, il primo Open World dedicato al celebre Manga di Eiichirō Oda è disponibile da qualche giorno su PC, Xbox One e PS4, ed oggi su gentile concessione di Bandai Namco vogliamo condividere con voi la nostra Recensione, dopo aver messo le mani sull’edizione PS4 del titolo.

One Piece World Seeker Recensione

World Seeker come anticipato è un Open World ambientato nell’universo di One Piece. Il titolo dunque si distacca sia dai tanti picchiaduro sviluppati da Bandai Namco che dai Pirate Warriors basati sui Mushou, ossia Dynasty Warriors, proponendo un Open World tutto da esplorare.

Nel gioco naturalmente vestiamo i panni di Rufy, dopo aver completato il primo combattimento nei cieli ci catapultiamo sull’isola sottostante, dove avrà inizio l’avventura. Nel corso delle esplorazioni capiterà spesso di imbattersi non solo negli NPC pronti ad assegnarci missioni secondarie ma anche numerosi materiali da recuperare, al fine di craftare oggetti utili per l’equipaggiamento.

Abbracciando in parte alcuni elementi tipici di un RPG, One Piece World Seeker offre ai giocatori la possibilità di accumulare punti esperienza, da spendere per l’acquisto o potenziamento delle varie abilità, le quali consentono a Rufy di correre più veloce, avere maggiore resistenza o compiere determinati attacchi e combo.

Il vasto Open World è suddiviso in zone, presso le quali è possibile imbattersi in missioni principali e secondarie, che una volta portate a termine ricompensano il giocatore non solo con punti esperienza ma anche con materiali ed oggetti utili all’equipaggiamento.

Dopo aver portato a termine le missioni introduttive, abbiamo la possibilità in qualsiasi momento di recarci alla nave, dove è possibile interagire con i vari membri della ciurma, allo scopo di assaporare deliziose pietanze, cambiare vestiario, accettare nuovi incarichi, craftare e molto altro.

In qualsiasi momento premendo il Touchpad del Dual Shock 4, è possibile accedere al menù contenente non solo la mappa, la quale consente di avere una panoramica generale delle missioni, con la possibilità di fissare degli indicatori o teletrasportarsi in determinate zone, ma anche all’equipaggiamento, l’albero delle abilità, le missioni in corso e molto altro.

Ed è qui che abbiamo il primo tasto dolente del titolo, ossia l’assenza dell’auto indicazione dell’obiettivo da raggiungere una volta accettata una nuova missione, obbligandoci a recarci nel menù per riattivarla manualmente, allo scopo di abilitare il segnalino con il luogo da raggiungere.

Rimanendo sempre in tema missioni, purtroppo capiterà spesso di trovarci a compiere le stesse attività, dal recupero di materiali all’eliminazione di un certo gruppo di nemici, diversificando di tanto in tanto le missioni con cutscene, dialoghi ed attività come il pedinamento di un obiettivo senza farsi scoprire.

Rufy durante le esplorazioni può contare non solo sulla corsa ma anche sull’allungamento degli arti, i quali gli consentono di arrampicarsi su palazzi ed oscillare su insegne o alberi come una scimmia.

Le tante abilità proposte si suddividono in varie ramificazioni, alcune incentrate sul combattimento altre invece sui movimenti del protagonista. Con i materiali raccolti è possibile dare vita a bracciali, catenine ed altri equipaggiamenti che una volta indossati conferiscono determinati bonus a Rufy, ma che naturalmente non sono visivi, come in Kingdom Hearts III.

Oltre la barra vitale Rufy è soggetto ad una seconda barra dedicata alle combo, la quale una volta carica consente di sfoderare fino a 3 volte un potente attacco, a seconda delle abilità sbloccate.

2 le modalità di combattimento disponibili, la prima dedicata ad attacchi e spostamenti più rapidi ma meno efficaci,  la seconda ad attacchi più lenti ma allo stesso tempo di maggiore potenza.

Nel corso dell’avventura capiterà di imbattersi negli stessi nemici ripetuti all’infinito, con qualche diversificazione di tanto in tanto, muniti di una barra vitale sulle loro teste, come accade negli RPG. Dai nemici più deboli a dei mini boss, i quali richiederanno l’utilizzo delle varie abilità per eliminarli.

Il tutto realizzato con un comparto grafico in cell shading per i personaggi con un 3D marcato per le ambientazioni, dandoci la sensazione di trovarci per lo più all’interno di una tech demo in Unreal Engine che in un videogioco, mettendo in risalto il netto distacco tra personaggi e fondali.

Doppiaggio in inglese o giapponese con la possibilità di consultare i sottotitoli italiani, doppiaggio che si limita solo alle cutscene principali, lasciando ai dialoghi dei semplici versi. 

Giocato su PS4 Pro, il titolo si comporta egregiamente sul fronte tecnico, con un comparto grafico gradevole ed una velocità di gioco di tutto rispetto, ad eccezione dei caricamenti a volte più lunghi del normale.

Morire in One Piece World Seeker comporterà una schermata di caricamento la cui durata può raggiungere il minuto, a differenza di quella dello spostamento rapido che ha una durata leggermente inferiore.

Sicuramente non è il One Piece Open World che molti si aspettavano ma il tentativo di Bandai Namco nel proporre un gioco diverso dal solito non è del tutto da cestinare, nonostante avremmo gradito l’esplorazione in mare aperto, scontri con altre ciurme ed altri elementi tipici della serie animata. 

 

One Piece World Seeker Gameplay Trailer

A seguire vi riportiamo il nostro Gameplay del primo episodio della Serie in corso su Twitch:

  • 7.5/10
    Grafica - 7.5/10
  • 7.7/10
    Gameplay - 7.7/10
  • 8/10
    Sonoro - 8/10
  • 7.4/10
    Trama - 7.4/10
  • 8.4/10
    Longevità - 8.4/10
7.8/10

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