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Ali d’Argento

Titolo: Ali d’Argento
Autore: Ayumi Tachihara
Casa editrice: Planet Manga
Anno di uscita in Italia: 1998
Volumi: 1
Lettura: normale
Genere: storico
Personaggi: Daisuke
Trama scritta da Shouting-Star

Questo volumetto, edito dalla PLANET manga, è conosciuto solo dagli appassionati di fumetti d’autore, anche perchè non se ne è mai sentito parlare se non sporadicamente e solo su fanzines qualificate.

Visto che l’attuale mercato di manga o di fumetti in genere è incentrato su produzioni -dal mio punto di vista- non del tutto esaltanti, non si fa caso a produzioni particolari come questa, che raccontano una storia affascinante, di cui si immagina il finale, ma dalla quale non si alzano gli occhi se non dopo aver letto l’ultima nota dell’ultima pagina…e – nel mio caso – con gli occhi lucidi .

Ma andiamo per gradi..

è una storia ambientata nel Giappone della seconda guerra mondiale, che si colloca in un periodo antecedente l’olocausto nucleare di Hiroshima e Nagasaki che tutti abbiamo studiato sui libri di storia.

Chi non conosce nemmeno lontanamente la mentalità giapponese, l’attaccamento a valori come l’onore e la patria, la venerazione per l’imperatore, la dedizione totale ad un ideale – anche a costo della vita – troverà strano questo libro, ma leggerà in ogni caso una storia bellissima dalla quale potrà poi trarre e proprie conclusioni e fare i propri commenti.

Riporto di seguito un brano tratto dal libro “ultimo Samurai – quasi una autobiografia” di Akira Kurosawa, che troverete anche nella prefazione del libro.

œIl 15 agosto 1945 fummo tutti convocati nello studio per ascoltare una dichiarazione capitale alla radio: l’imperatore in persona doveva parlare via etere all’intera nazione. Non dimenticherò mai la scena che vidi quel giorno, camminando per le strade.
Sul tragitto da Soshigaya agli studi, a Kinuta, la gente sembrava già pronta per la cosiddetta Onorata Morte Dei Cento Milioni. C’era una atmosfera di tensione e di panico. Alcuni negozianti avevano tolto dal fodero le loro spade giapponesi e stavano fissandone la lama Quando rifeci la stessa strada per tornare a casa dopo il proclama, la scena era completamente diversa. Nelle strade commerciali la gente era tornata allegramente al lavoro, come se si preparasse alla vigilia di una festa popolare Se l’imperatore non avesse pronunciato il discorso nel quale ordinava ai giapponesi di cedere le armi se in quel discorso avesse fatto appello alla cosiddetta Onorata Morte Dei Cento Milioni a la gente di quella strada probabilmente avrebbe fatto quel che le si ordinava. Si sarebbe suicidata. E io probabilmente avrei fatto lo stesso. Per i giapponesi l’affermazione di se è immorale, il sacrificio della persona è la scelta più sensata che si possa fare nella vita. Eravamo abituati a quell’insegnamento e non potevamo pensare di metterlo in dubbio.

Il disegno è molto ben curato; si nota da subito il contrasto, la diversificazione dei tratti. Per gli sfondi sono assolutamente perfetti e credibili; curati nei minimi particolari: aerei, hangar, le tute dei piloti gli arredamenti delle caserme e delle case.

I volti invece sono assolutamente privi di connotati, quasi eterei, come a voler sottolineare che si fa riferimento a persone che hanno già scelto il loro destino.

Nella prima pagina infatti si legge:

QUEL PASSO HA SIGNIFICATO IL NOSTRO INIZIO E LA NOSTRA FINE!

Nella prefazione, o nei commenti a fine volume, si fa notare che potrebbe trattarsi di fatti realmente accaduti, visto che Tachihara usa lo stesso stile documentaristico che apprezzava anche Kurosawa.

In Giappone molti musei conservano ancora le lettere dei piloti, vergati sotto forma di poesia haiku, e non è fuori luogo pensare che in ALI D’ARGENTO siano presenti stralci di un passato realmente esistito.

Spero di avervi messo + di una pulce nell’orecchio e se avrete anche solo la curiosità di sfogliarlo in una fumetteria mi riterrò parzialmente soddisfatto; non resta che augurarvi

BUONA LETTURA!

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