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Curiosità sul Giappone: I comportamenti dei giapponesi

Se avete deciso di recarvi in Giappone per lavoro o semplicemente una visita turistica, è bene conoscere alcuni aspetti che differenziano il giapponese dall’occidentale.

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I comportamenti dei giapponesi

Nelle vie molto affollate spesso vi capiterà di imbattervi in ragazzi che distribuiscono fazzoletti pubblicitari, è un modo simpatico per fare volantinaggio offrendo anche un servizio ai passanti, la stessa cosa avviene per ventagli di plastica. A differenza degli occidentali, gli orientali quando regalano dei fiori lo fanno in maniera numerosa e mai singolare quest’ultimo gesto è rivolto ai defunti.

Gli Hotel a tariffa oraria sono frequentato spesso da giovani coppie che sono alla ricerca di un luogo dove avere un pò di intimità. Gli appartamenti giapponesi sono molto piccoli e con i bambini in casa è difficile avere intimità, per questo i giapponesi ogni tanto lasciano i figli ai baby sitter. Le camere di questi hotel sono molto particolari composte da enormi vasche e letti tondi girevoli o materazzi ad acqua, non mancano attrezzi sadomaso quali manette e frustini e vari strumenti di piacere o tortura.

Soffiarsi il naso in pubblico è un segno di maleducazione, per questo motivo ci consigliamo di scusarvi se doveste capitarne l’occasione. I giapponesi quando sono raffreddati o malati indossano una mascherina come quella dei dottori. Per quanto riguarda il vomito invece se qui è visto come un segno di disgusto, in Giapponese è ben gradito perchè significa che ci si è sacrificati per la felicità degli amici e la gioia di restare insieme. Restando sempre in tema, sputare in Giappone non è un segno di scortesia o maleducazione cosi come il fatto di essere molto sudati, il sudore per i giapponesi è un segno di impegno e sacrificio.

I bambini fin dalla nascita vengono istruiti a dormire soli, comportarsi civilmente. Può sembrare strano ma molti giapponesi non amano gli occhi a mandorla, per questo motivo si sottopongono ad un’operazione estetica per avere palpebre occidentali. Come ultimo argomento vi è l’educazione famigliare. Fino al dopoguerra i figli chiamavano i genitori Okaasan per la madre e Otoosan per il padre, negli ultimi anni si è diffuso il mama e il papa o haha e chichi per indicare i genitori.

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